Introduzione

Quello che ho imparato sul campo, si può dire da piccola, tra i fornelli della mia mamma (figlia di una coppia di osti in quel di Andria negli anni ‘20) mi ha dato l’ispirazione per non disperdere quel patrimonio di conoscenze e piccoli segreti su una cucina che, giustamente, ora viene riconosciuta a livello mondiale come una delle più fedeli interpreti della dieta mediterranea e, quindi, gustosa e salutare.

Anche mio padre, di umilissime origini, mi ha insegnato la ricchezza dei prodotti che la natura selvaggia della “Murgia” elargiva con generosità a chi cercava tra le pietre e in campi raramente benedetti dalla pioggia verdure selvatiche incredibilmente saporite.

Il suo orto era fonte di conoscenze e stimoli che mi hanno sempre accompagnato nella selezione della materia prima di una cucina essenzialmente vegetariana.

Entrambi mi hanno insegnato a non sprecare le risorse del cibo utilizzando tutte le parti commestibili di una pianta o di un animale e riciclando gli avanzi in maniera gustosa e creativa.

La ricerca delle proprie radici nell’alimentazione parte dall’assoluta convinzione che quel mondo di poveri contadini pugliesi possa fornirci, oggi, una chiave per ritrovare un equilibrio alimentare e, quindi, un equilibrio di vita.

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Io a 5 anni  nel mio orto sullo sfondo